Contenzioso e giurisprudenza

L’espressione volgare non porta al recesso

di Rossana Cassarà e Alessandro Limatola

Non costituisce giusta causa di licenziamento la condotta della lavoratrice che nomina con locuzioni volgari file di lavoro. A stabilirlo è la Cassazione, intervenuta con la sentenza 5878/15 pubblicata il 24 marzo scorso dopo che il giudice di primo grado aveva respinto l’impugnativa del licenziamento, mentre la Corte d’appello de L'Aquila, ribaltando la precedente decisione, aveva accolto le ragioni della dipendente. Il giudice del gravame aveva ritenuto che la condotta della lavoratrice, pur censurabile sotto il profilo ...


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