Contenzioso e giurisprudenza

L’insulto al superiore non vale il licenziamento

di Giuseppe Bulgarini D’Elci

L’utilizzo da parte del lavoratore di parole offensive e volgari nei confronti di un responsabile aziendale a lui gerarchicamente sovraordinato costituisce insubordinazione di grado lieve e giustifica, alla luce della disciplina delineata dal contratto collettivo, una mera sanzione conservativa, risultando sproporzionata, per contro, l’irrogazione di un provvedimento espulsivo. A tale conclusione è pervenuta la Cassazione con la sentenza 2695/15 sul presupposto che ad attenuare gli effetti della condotta offensiva e volgare contro il superiore, come tale connotata ...


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